I primi di settembre del 1692 un pescatore del borgo, certo Giaco
mo Pinza, trovandosi sulla spiaggia del mare (tra Passina e la bocca dei fiumi d'allora), vide presso l'acqua l'immagine scolorita di un crocifisso. Lo raccolse, ripulì la croce, e lo portò con sé sulla barca sino a Cesenatico, ove si rifiutò di cederlo ad altri. Al ritorno a Ravenna lo fece passare di porta in porta nel borgo, finché la notizia non giunse all'Autorità ecclesiale la quale nei giorni 13 e 14 settembre istituì un piccolo processo-interrogatorio onde appurare la veridicità del racconto del Pinza.
Constatato che il racconto del pescatore era veritiero, lo persuase a consegnare la sacra immagine alla propria chiesa parrocchiale ove avrebbe certamente avuto più degna sistemazione.
Il 2 gennaio 1693 il parroco, don Domenico Bolognesi, l'accolse in San Biagio con una semplice cerimonia e lo espose alla pubblica venerazione. Non ebbe però subito un altare proprio; infatti solo dagli atti del 1721 uno degli altari laterali appare dedicato al Crocifisso, di fronte a quello della Madonna del Soccorso.
Il Crocifisso è chiamato miracoloso per le grazie che la popolazione del Borgo ha da lui ricevuto e che la gente semplice e pia ha tramandato.
SS Crocifisso
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